Petrarcha mi non saper

La polifonia rinascimentale

Musiche di:

T. Arbeau, J Arcadelt, B, Donato, C. Festa, C. Jannequin, O. Di Lasso, C. Le Jeune, L. Marenzio, P.Verdelot, A. Willaert

“Petrarcha mi non saper”: così il lanzichenecco, in italiano caricato di teutonico zelo consonantico, rassicura l’amata sulle proprie intenzioni tutt’altro che raffinate, in quella che, per opera di Orlando di Lasso, è la più celebre serenata polifonica del Rinascimento.

La confessata mancanza di cultura accademica diviene in questo programma un pretesto auto-ironico per omaggiare Francesco Petrarca ed insieme proporre all’ascoltatore di oggi un florilegio di alcune delle migliori creazioni della polifonia rinascimentale tra canzoni francesi, canzoni villanesche alla napoletana, danze e naturalmente, madrigali secondo il seguente percorso tematico: Occhi, Ormoni primaverili, Danza degli amanti, Languori, Petrarca, Notturno, Donna danno, La pulce nell’orecchio, Serenata.

Quale momento culminante, posto non a caso al centro dell’impaginato, si libera un magnifico madrigale di Luca Marenzio, tratto da quel libro IX quasi interamente costruito su testi di Francesco Petrarca. “E tutto s’acquieta nel vago tormento di una Laura che non corrispondeva proprio “l’inquieto aretin tosto salito ai colli”. Canta Marenzio, il divino dei Madrigali, canta Petrarca a cinque voci sul tetracordo ascendente che subito si piega”(B.de Marzi).


Scheda tecnica

Concerto per coro a cappella

durata: circa 50 min.

Spazio di esecuzione: teatro, chiostro, cortile chiuso